Dimagrire 16 Kg in un anno, senza sottoporsi a noiose diete e senza ingerire pozioni miracolose si può, è una questione di motivazione. A meno che non soffriate di particolari patologie se avete la giusta motivazione, e con il sostegno di persone competenti, avete la possibilità di uscire dalla vostra Comfort zone (la Zona di comodo) e modificare il vostro stile di vita. Come ho fatto io.

La Zona di comodo, non è una cuccia calda e protettiva. Al contrario è un luogo pericoloso, una teca fragile dinanzi alle cannonate dei cambiamenti. Insomma, la Comfort zone è ogni situazione apparentemente sicura in cui ci adagiamo, al riparo dai cambiamenti. Una situazione alimentata dalle paure e dalle insicurezze che ci limitano e ci trascinano verso il basso.  

Anni fa, avendo la necessità di dimagrire, seguii alcune diete famose. Diete lunghe e per nulla appaganti, perché rinunciare ai carboidrati o ingerire solo delle proteine (e dei grassi) non è sempre una bella cosa. Non entro nel merito nutrizionale, non ho i crediti per farlo, ma per esperienza diretta voglio dire che una lunga dieta, senza modificare davvero le vostre abitudini, rischia di essere frustrante e non vedrete l’ora di uscirne, con il rischio di recuperare in breve tempo il peso perduto.

Questa volta ho percorso una via diversa: ho deciso di cambiare stile di vita affidandomi a un piano d’azione auto-determinato, che mi ha portato al risultato. Ho perduto 16 kg in un anno e ora per me comincia un nuovo anno di obiettivi perché il primo traguardo lo considero raggiunto (inizialmente volevo perdere 18 kg, in teoria ne mancano due, però mi considero soddisfatto dal tono muscolare).

Mi sono visto in una foto e non mi sono riconosciuto

Un anno fa, nel 2017, ho suonato dal vivo con una delle due band amatoriali in cui ricopro il ruolo di bassista. Qualcuno ci ha fotografato e ha messo su Facebook le immagini. Quando mi sono visto non mi sono riconosciuto, l’immagine non restituiva l’idea che avevo di me stesso e non era certo perché avevo i capelli lunghi! 

Il giubbotto e i pantaloni che indossavo sembravano esplodere, la maglietta stentava a coprire l’addome, il mio viso mi pareva quello di un altro. Così ho deciso di cominciare a picconare quella maledetta Comfort zone. In quella foto, scattata gli ultimi giorni di aprile, ero 92 kg, con una massa di materia grassa attorno al 30% del peso totale (28 kg circa). Quattordici mesi dopo sono 76 kg con una massa grassa del 21% (16 kg circa).

Max Aprile 2017

Max Giugno 2018

Dimagrire con un metodo basato sul Coaching

Per non mollare ho utilizzato un mio metodo, basato su tecniche di Coaching. Un metodo che spero di pubblicare al più presto, sperando possa essere utile ad altri come me: persone normali, tendenzialmente pigre, che lottano con la vita e con le brutte abitudini perché sentono il bisogno di migliorarsi. Per approfondire potete comunque contattarmi.

Seguo un piano d’azione auto-determinato, con degli obiettivi precisi e misurabili, prendendo impegni seri con me stesso ma senza dover per forza sacrificare le gioie di un buon sapore. Mangio praticamente tutto ciò che mi piace, ma con consapevolezza e con controllo: tengo infatti un diario alimentare di tutto ciò che ingerisco. Potrebbe sembrare uno “sbattimento”, e in effetti lo è, ma basta un mese per prenderci l’abitudine. E’ incredibile la quantità di grassi che mangiamo quando non ce ne rendiamo conto.

Mi sono servito anche di un device specifico, cioè di uno di quei braccialetti (od orologi) che misurano il battito cardiaco e calcolano con buona approssimazione le calorie consumate e i passi compiuti: fatene sempre almeno 10.000 al giorno, cominciate a parcheggiare più lontano e utilizzate sempre le scale. 

L’attività fisica costante è necessaria!

Poi c’è l’attività fisica, che è fondamentaleDal giugno del 2017 vado in palestra regolarmente almeno tre volte la settimana (quando necessario anche alzandomi all’alba), qualche volta corro, continuo a suonare (garantisco che suonare rock stando in piedi è un bell’esercizio), mi sto avvicinando al magico mondo dell’arrampicata sportiva e ho preso lezioni di nuoto. Insomma, cerco di non vedere il divano troppo a lungo, con tutte le sue tentazioni: togliete gli snack davanti al Tv, bastano quelli a guastare una giornata di lavoro su voi stessi. 

Il lavoro e gli impegni di famiglia non si devono limitare

Tutto questo, ovviamente, senza tralasciare il lavoro. Grazie a un’importante decisione, presa anni fa, oggi ho la facoltà di gestire il mio tempo e di poter contare su un ottimo team operativo. Ho inoltre acquisto maggiore consapevolezza e coraggio, ho imparato a dire dei No, evitando tutte le situazioni non necessarie che mi distolgono dal mio obiettivo.

Strappo il tempo a morsi perché ho messo il mio benessere al primo posto, come se fosse il migliore e il più esigente dei miei clienti. Alleviare lo stress è buona cosa, come tutti sanno. Per questo nei fine settimana, il più delle volte pratico il Tramonto digitale e questo, oltre a ricaricarmi, mi aiuta a trovare altro tempo da dedicare a me stesso, per lo sport, la musica, la famiglia, lo studio.

Chi può aiutarci a uscire dalla Comfort zone?

Non cediamo alla tentazione di delegare ad altri la responsabilità: siamo noi che decidiamo di cambiare e siamo noi i responsabili del risultato. Tuttavia potrete aver bisogno di competenze: un nutrizionista o un dietologo, ad esempio. Io mi sono affidato al personal trainer e coach Stefano Vanini, un esempio di competenza ad alto livello e passione inesauribile per la sua professione, che ha studiato per me degli efficaci piani di allenamento personalizzati, seguendomi con assiduità, dandomi i giusti consigli alimentari.

Oggi sento più energia e sono più efficiente sul lavoro

Naturalmente per ottenere il risultato rispettando il mio piano ho investito delle risorse economiche e siccome non sono un riccone ho dovuto fare delle scelte, rinunciando a qualcosa a favore del mio cambiamento. Però, grazie all’esercizio costante e correttamente eseguito, non varco più come in passato la porta del fisioterapista, e già questo è un bel risparmio. Da oggi cercherò sempre di mettere la salute e me stesso davanti a tutto, perché ne vale la pena. Il risultato che ho ottenuto si riflette positivamente anche a livello mentale. Ho più energia, più creatività, sono più efficiente sul lavoro, sono più controllato e riesco a gestire meglio le situazioni di emergenza o problematiche.

Tutti troviamo delle giustificazioni per non agire

Ciascuno di noi, nessuno escluso, cerca sempre una scusa per auto-assolversi o per auto-limitarsi. Sentiamo il bisogno di dimagrire? Cominciamo la dieta da lunedì perché abbiamo il frigo pieno e il pranzo a casa della zia. Una dieta? Ne abbiamo fatte tante e non funzionano. Muoversi? Non abbiamo tempo, abbiamo troppo lavoro, troppi impegni. In palestra? Costa troppo: meglio la corsa. Ma domani, perché oggi piove.

Io già sapevo che le scuse, e le credenze auto-limitanti, ci incatenano nella nostra Comfort zone e ci precludono mille soddisfazioni. Lo andavo dicendo ai quattro cantoni. Ma ci sono cascato. La mia scusa principale era che mi accettavo così com’ero e che tutto sommato riuscivo a mantenere il controllo. Vero, ma falso. E’ così che funziona: ci si auto-convince e ci si auto-governa di conseguenza.

Così, a poco a poco, la mia nuova Comfort zone si è chiusa attorno a me, come il muro che si chiude a cerchio attorno a Pink, il protagonista del film The Wall. Crogiolandomi nella seducente pigrizia e nel torpore ho lentamente abbandonato le buone abitudini e preso molti chili, mandando fuori scala anche gli esami del sangue.

Nonostante la maglia non sono un supereroe!

Avrete notato che nella foto più recente indosso una maglia ispirata a Spider-Man. Mi piace Spider-Man: uno come tanti, a cui viene data la possibilità di fare cose straordinarie e, anche se ha qualche paura, accetta la sfida e la responsabilità. Con meno poteri ma con un po’ di ironia provo a dare il meglio di me nell’attraversare questa esistenza con riconoscenza e gratitudine, perché sono stato fortunato a nascere in questa parte di mondo. 

Dunque basta con le scuse. Non cedete alle credenze limitanti e a quanti cercheranno di tenervi sul divano e vi faranno battute infelici: essi sanno che quando vi alzerete certificherete la loro inerzia.

“A 50 anni o si divorzia o si comincia a fare attività sportive estreme”. Questa battuta mi è stata rivolta da un signore a cui spiegavo cosa sto facendo per stare meglio. Io non faccio attività sportive estreme (né sono divorziato), però mi impegno come un comune mortale per resistere alle cattive abitudini, nella certezza che una migliore forma fisica aiuta a vivere meglio. Se decidete di cambiare stile di vita preparatevi a ricevere battutine sceme. Siate pronti a resistere alla nonna che cercherà di ingozzarvi di ogni ben di Dio e agli sguardi scettici dei vostri commensali quando al ristorante ordinerete piatti “diversamente gustosi”.

E’ difficile, è faticoso, a volte è dura, soprattutto all’inizio.

I condizionamenti culturali e sociali sono nemici da non sottovalutare. Sarà una guerra, alcune battaglie le perderete e sarete demoralizzati, avrete voglia di lasciar perdere. Altre battaglie le vincerete e questo vi esalterà e vi darà molta felicità. Quel che conta è tenere sempre la rotta fissa sull’obiettivo e non fermarsi mai: alla fine i risultati arriveranno. Io sono con voi. Citando Winston Churchill nel suo più celebre discorso: noi non ci arrenderemo mai!

#WeShallNeverSurrender

Massimo Max Calvi ©2018

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