Il Tramonto Digitale è una pratica per liberare risorse e pensieri, riappropriandosi della propria esistenza naturale, dopo una giornata di relazioni ad alta frequenza, in cui siamo sempre connessi con gli altri, sempre reperibili. In sostanza si tratta di spegnere lo smartphone e il tablet ogni giorno a una determinata ora (e nei fine settimana), rimanendo così volontariamente senza rete, resistendo a ogni impulso di postare, leggere la posta elettronica, far sapere agli altri cosa mangiamo o quali scarpe abbiamo nei piedi.

Oggi viviamo nei social cercando continue conferme nel gradimento degli altri, esibendoci in pose, selfie e video in diretta per far sapere cosa stiamo facendo, dove siamo, quanto sia bella la nostra esistenza e perfetta la nostra famiglia.

Ci lasciamo accarezzare da quei pollici alzati, dai cuoricini. Giorno e notte. Persino nel buio della nostra stanza da letto, inconsapevoli di come quella luminescenza dello schermo incida sul nostro sistema nervoso in un momento in cui il nostro bioritmo chiede buio e sonno ristoratore.

L’iperattività sui social o telefonica è per molti una dipendenza e ci sono famiglie che ormai non parlano più nemmeno a tavola, sempre a digitare sullo schermo touch, peraltro grande veicolo di batteri che sarebbe davvero il caso di tenere lontano dalla tovaglia.

I primi tempi restare senza rete è difficoltoso. Ancor più difficile per chi, come me, svolge lavori per i quali è a volte necessario essere reperibili. Dunque, non sempre si riesce a vivere offline per un lungo periodo ma ci si può organizzare, basta volerlo veramente.

Da quanto ho adottato il Tramonto Digitale come elemento chiave del mio benessere psicofisico, al pari della corsetta di prima mattina o dell’attenzione all’alimentazione, mi sento sempre più carico di energia.

Quando non sono connesso, dalle 20 alle 9 di mattina e nei week-end a cominciare dalle 13 del venerdì, ho la possibilità di dedicarmi pienamente ai miei affetti senza interferenze. Ho notato che, nel tempo, è migliorata anche la mia capacità di concentrazione e di ascolto.

In questa zona senza rete posso fare quel che voglio. Ho le giuste condizioni per riflettere, aggiornarmi professionalmente, suonare il mio basso, leggere un romanzo (stampato, non un e-book), dedicarmi alla mia salute facendo una bella passeggiata indisturbato.

Il Tramonto Digitale, vi assicuro, mi ha cambiato la vita. Percepisco un maggior senso di libertàbenessere e la concentrazione che ne deriva mi sta aiutando moltissimo nelle mie relazioni e nei miei risultati sul lavoro.

Per provare l’esperienza del Tramonto Digitale occorre fare un piano d’azione, magari anche con l’aiuto di un coach. Occorre definire in modo molto chiaro quali saranno i nostri momenti senza rete e comunicarli ai i nostri cari e ai nostri contatti di lavoro, se necessario, prevedendo comunque modalità o eccezioni per le vere emergenze, anche utilizzando un secondo numero da comunicare a poche, selezionate, persone.

Ma la cosa veramente importante è prendere un impegno con noi stessi.

Per esperienza posso dire che, anche se già dai primi tempi non mancano le soddisfazioni, occorrono due-tre mesi per cogliere appieno le potenzialità del Tramonto Digitale. Ma gli effetti saranno: maggiore capacità di concentrazione, più energia e una certa felicità data da un rinnovato senso di libertà e autonomia.

Le prime volte che ci troveremo senza rete potremo sentire sentire un senso di smarrimento. Oppure dovremo combattere la tentazione di scattare una foto al piatto del ristorante o condividere un selfie. Capita a tutti, ma poi passa.

Massimo Max Calvi  ©2016

 

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